FERMARSI A GUARDARE

Fotografia

A volte costruisco l’immagine prima ancora di scattarla. Altre volte è già lì e devo soltanto accorgermene.

IL MIO MODO DI FOTOGRAFARE

Immaginare prima. Osservare. Preparare. Aspettare.

Non inseguo necessariamente l’immagine perfetta. Mi interessa di più capire che cosa voglio raccontare, preparare le condizioni perché possa accadere e poi lasciare comunque spazio a ciò che non avevo previsto.

La tecnica mi serve per arrivarci: luce, tempi, ottiche, flash, composizione e post-produzione sono strumenti, non il soggetto. Quando preparo un set provo a vedere in anticipo la fotografia che vorrei ottenere, sapendo benissimo che il momento decisivo sarà quasi sempre leggermente diverso da quello immaginato.

QUANDO COSTRUISCO L’IMMAGINE

Il momento non arriva? A volte provo a costruirgli la strada.

Acqua, luce, movimento, oggetti semplici. Prima viene l’idea, poi il set, poi parecchi tentativi. Infine — qualche volta — succede esattamente quel mezzo secondo che stavo aspettando.

Tre fragole che entrano nell’acqua sollevando spruzzi

THE DIVE OF THE THREE GRACES

Prima lo immagino. Poi provo a farlo accadere.

Questa fotografia nasce da un set preparato in terrazza: luce naturale, fondo nero, tempi molto rapidi e una quantità poco elegante di tentativi. L’immagine che avevo in mente non sarebbe mai uscita esattamente così — ed è proprio questo che rende interessante aspettarla.

Lampadina trasparente attraversata da acqua e luce

Thunderstruck

Una lampadina, acqua e luce diventano un’immagine che non pretende di essere reale: vuole soltanto rendere visibile un’idea.

Fragola in un bicchiere Martini attraversato da uno spruzzo d’acqua

Tsunami strawberry

Qui la fotografia è soprattutto tempo: congelare acqua, vetro e movimento proprio nell’istante in cui sembrano trovare un equilibrio impossibile.

Rosa e composizione floreale illuminate di rosso su fondo nero

Roxanne

A volte la scintilla arriva dalla musica. Un titolo, una luce rossa e una composizione possono diventare una fotografia prima ancora di prendere in mano la macchina.

QUANDO L’IMMAGINE È GIÀ LÌ

Altre volte non preparo nulla.

Un luogo, un cielo, una luce o un momento possono essere già sufficienti. A quel punto fotografare significa soprattutto accorgersene e decidere che cosa lasciare dentro il fotogramma.

Porto di Lazise in bianco e nero sotto un cielo scuro

PORTRAIT OF EVIL — 2020

Un luogo reale, un tempo che non riuscivo a ignorare.

Il porto di Lazise era già lì. Anche quel cielo pesante. Era il 2020, appena terminato il lockdown, e trasformai lo scatto in bianco e nero accentuandone volutamente l’atmosfera.

Fra le nuvole aggiunsi simbolicamente un teschio: non per fingere che fosse presente nella scena, ma per rendere visibile ciò che quel periodo rappresentava per me. Qui la post-produzione non corregge soltanto una fotografia: diventa parte del racconto.

Andreas Blomqvist dei Seventh Wonder fotografato dal vivo

Andreas Blomqvist — Seventh Wonder

Sul palco non preparo la scena: posso soltanto leggere luce, gesto ed energia abbastanza in fretta da decidere quando premere il pulsante.

Castelvecchio a Verona fotografato di notte, da negativo colore Fujifilm digitalizzato

Castelvecchio by night

Da un negativo colore Fujifilm, successivamente digitalizzato. Un piccolo frammento della mia fotografia prima del digitale.

Macchina industriale per il taglio laser durante la lavorazione

Laser cutting machine

Anche una macchina, una superficie o un dettaglio tecnico possono diventare immagine quando si trova il punto in cui funzione, forma e luce si incontrano.

ALTRE IMMAGINI

Questa pagina non vuole essere un archivio.

Qui ho scelto soltanto alcune fotografie per raccontare il mio modo di guardare. Altrove ce ne sono altre, più spontanee o semplicemente nate in momenti diversi.